{"id":14821,"date":"2026-08-24T13:56:46","date_gmt":"2026-08-24T11:56:46","guid":{"rendered":"https:\/\/dietologinutrizionisti.it\/blog\/?p=14821"},"modified":"2026-08-24T14:51:01","modified_gmt":"2026-08-24T12:51:01","slug":"quanti-carboidrati-al-giorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dietologinutrizionisti.it\/blog\/quanti-carboidrati-al-giorno\/","title":{"rendered":"Quanti carboidrati al giorno: fabbisogno giornaliero e calcolo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questa guida analizzeremo come calcolare il fabbisogno giornaliero di carboidrati, quali sono le raccomandazioni delle principali linee guida nutrizionali e come distribuire correttamente questo macronutriente all&#8217;interno di una dieta equilibrata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vedremo inoltre le differenze tra carboidrati semplici e complessi, il significato dell&#8217;indice e del carico glicemico e quando una riduzione dei carboidrati pu\u00f2 essere utile, evitando i falsi miti che spesso li associano all&#8217;aumento di peso.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Qual \u00e8 il fabbisogno di carboidrati giornaliero?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per comprendere il nostro metabolismo, \u00e8 essenziale considerare la capacit\u00e0 della maggior parte delle cellule, in particolare quelle epatiche, di convertire e scomporre le molecole organiche. Tale capacit\u00e0 consente al corpo umano di utilizzare l\u2019ampia gamma di componenti presenti nei vari alimenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da sottolineare che questa capacit\u00e0 non \u00e8 illimitata, motivo per cui alcune sostanze devono essere introdotte necessariamente con la dieta. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Tutti i nutrienti hanno una loro importanza all\u2019interno dei processi biologici del corpo<\/strong>; cos\u00ec come le proteine forniscono gli aminoacidi necessari ai processi metabolici, anche i carboidrati hanno il loro valore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Introduciamo ora il concetto di <strong>equilibrio dinamico<\/strong>, ovvero lo stato catabolico-anabolico in cui tutte le molecole organiche vengono continuamente demolite e ricostruite. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ad esempio, quando un elemento viene drasticamente ridotto, se non addirittura eliminato dalla dieta, si instaura un <strong>bilancio negativo<\/strong>; un eccesso, invece, comporta un <strong>bilancio positivo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Subito dopo aver mangiato, nel nostro organismo si distinguono due stati funzionali:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Lo <strong>stato di assorbimento<\/strong> nel quale i nutrienti assunti vengono digeriti e trasportati nel circolo ematico;<\/li>\n\n\n\n<li>Lo <strong>stato di post-assorbimento<\/strong>, anche noto come <strong>digiuno<\/strong>, in cui le energie necessarie all\u2019organismo vengono fornite per via endogena dalle riserve di cui il corpo \u00e8 provvisto.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante la fase di assorbimento di un normale pasto la principale molecola energetica ricavata \u00e8 il <strong>glucosio<\/strong>, mentre tutto ci\u00f2 che non viene ossidato a scopo energetico viene prima convertito in <em>glicogeno<\/em> (a livello epatico) e poi in <em>lipidi<\/em> (depositati nel tessuto adiposo).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante il digiuno, invece, la maggiore quota di substrato energetico viene fornita dall\u2019ossidazione dei lipidi, poich\u00e9 le riserve di glicogeno epatiche sono sufficienti solo per brevi periodi di tempo. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per la sopravvivenza dell\u2019intero organismo, e in particolare del cervello, \u00e8 necessario che la concentrazione di glucosio nel sangue, ovvero la <strong>glicemia<\/strong>, rimanga costante e per questo i depositi epatici rappresentano la prima linea di difesa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La demolizione catabolica delle molecole organiche fornisce l\u2019energia necessaria allo svolgimento di tutte le funzioni biologiche dell\u2019organismo. Distinguiamo il lavoro biologico in:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Lavoro esterno,<\/strong> dato banalmente dalla nostra attivit\u00e0 fisica quotidiana;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Lavoro interno,<\/strong> rappresentato dal metabolismo basale, ovvero da tutte le funzioni biologiche che ci mantengono in vita (come la respirazione o il battito cardiaco).<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La spesa energetica totale del corpo \u00e8 data dalla somma delle calorie assunte e del lavoro esterno. L\u2019unit\u00e0 di misura utilizzata \u00e8 la <strong>kilocaloria<\/strong> (kcal).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I principali macronutrienti forniti dagli alimenti sono divisi in tre classi:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Glucidi<\/strong> o <em>carboidrati<\/em>;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Lipidi<\/strong> o <em>grassi<\/em>;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Protidi<\/strong> o <em>proteine<\/em>.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Essi, attraverso i processi di ossidazione enzimatica, forniscono energia. Nello specifico vediamo che la quantit\u00e0 totale di energia (espressa in kcal) che viene fornita da 1 grammo di ogni macronutriente \u00e8 una quota determinabile, nel dettaglio:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>1 g di glucidi equivale a 4,1 kcal;<\/li>\n\n\n\n<li>1 g di lipidi equivale a 9,3 kcal;<\/li>\n\n\n\n<li>1 g di proteine equivale a 4,1 kcal.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019apporto di energia derivante dagli alimenti necessario a garantire le funzioni vitali di base e a mantenere una vita attiva si definisce <strong>fabbisogno energetico<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo \u00e8 fortemente variabile in funzione del sesso, dell\u2019et\u00e0, della composizione corporea, dei livelli di attivit\u00e0 fisica quotidiana (LAF) e di particolari condizioni fisiologiche (ad esempio, gravidanza o malattie).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per calcolare il fabbisogno energetico individuale si deve tenere in considerazione:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Il <strong>metabolismo basale<\/strong>, che rappresenta l\u2019insieme dei consumi energetici necessari per mantenere le fisiologiche attivit\u00e0 vitali, il quale rappresenta il 65-75% della spesa calorica;<\/li>\n\n\n\n<li>Il <strong>dispendio energetico<\/strong> per lo svolgimento delle attivit\u00e0 quotidiane (lavoro, sport, faccende domestiche, ecc);<\/li>\n\n\n\n<li>La <strong>termoregolazione<\/strong>, ovvero l\u2019energia utilizzata per mantenere costante la temperatura corporea;<\/li>\n\n\n\n<li>La <strong>termogenesi indotta dalla dieta<\/strong>, definita anche come effetto termico degli alimenti, \u00e8 rappresentata dall\u2019energia spesa dal nostro organismo per metabolizzare i cibi assunti con la dieta. Esso rappresenta il 7-15% della spesa energetica totale.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per una valutazione pi\u00f9 corretta del metabolismo energetico sono stati elaborati dei fattori di correzione definiti <strong>LAF<\/strong> (<strong>Livelli di Attivit\u00e0 Fisica<\/strong>) che in funzione del tipo di lavoro esterno si differenziano in <em>leggero<\/em>, <em>moderato<\/em> e <em>pesante<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi sono coefficienti numerici che quantificano il livello di attivit\u00e0 fisica, permettendo la stima del <strong>dispendio energetico totale<\/strong> (<strong>DET<\/strong>).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ad esempio:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>LAF = <strong>1,4<\/strong> \u2192 soggetto sedentario;<\/li>\n\n\n\n<li>LAF = <strong>1,6<\/strong> \u2192 soggetto poco attivo;<\/li>\n\n\n\n<li>LAF = <strong>1,8<\/strong> \u2192 soggetto attivo;<\/li>\n\n\n\n<li>LAF = <strong>2,0<\/strong> \u2192 soggetto molto attivo.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"444\" src=\"https:\/\/dietologinutrizionisti.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/tabella-profili-sedentarieta.png\" alt=\"tabella con profili di sedentariet\u00e0 e di impegno motorio secondo diversi livelli di attivit\u00e0 fisica\" class=\"wp-image-14835\" style=\"width:790px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/dietologinutrizionisti.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/tabella-profili-sedentarieta.png 602w, https:\/\/dietologinutrizionisti.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/tabella-profili-sedentarieta-300x221.png 300w\" sizes=\"(max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I LAF aiutano quindi a stimare con maggiore precisione il dispendio energetico totale (DET) a partire dal metabolismo basale (MB).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La formula utilizzata \u00e8:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>DET = MB \u00d7 LAF<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ad esempio, consideriamo un uomo adulto con un metabolismo basale pari a 1.700 kcal\/die, con uno stile di vita prevalentemente sedentario, quindi con un LAF di 1,4, il suo dispendio energetico totale sar\u00e0 quindi:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1.700 \u00d7 1,4 = 2.380 kcal\/die<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Consideriamo invece che lo stesso uomo con uno stile di vita attivo, il suo LAF questa volta sar\u00e0 di 1,8 e quindi il suo DET sar\u00e0:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1.700 \u00d7 1,8 = 3.060 kcal\/die<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;incremento del LAF comporta quindi un aumento del fabbisogno energetico giornaliero, evidenziando come il livello di attivit\u00e0 fisica influenzi in modo significativo le esigenze nutrizionali dell&#8217;individuo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella composizione di un regime alimentare, il calcolo sia del fabbisogno energetico sia della ripartizione dei macronutrienti deve mirare al mantenimento di uno stato di salute ottimale. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A tal proposito, i <strong>LARN<\/strong> (<strong>Livelli di Assunzione Raccomandati di energia e nutrienti per la popolazione<\/strong>) rappresentano un valido strumento per il calcolo dei bisogni nutrizionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un qualsiasi stile alimentare sano deve essere capace di rispondere contemporaneamente alle esigenze dell\u2019organismo e alle abitudini personali, per questo bisogna porsi degli obiettivi:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Assicurare un\u2019adeguata ripartizione dei macronutrienti (glucidi, lipidi e protidi);<\/li>\n\n\n\n<li>Garantire un\u2019adeguata palatabilit\u00e0 degli alimenti;<\/li>\n\n\n\n<li>Prevenire carenze e\/o eccessi nutrizionali che, nel tempo, possono comportare malattia.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><strong>Come calcolare i carboidrati giornalieri e in che percentuale suddividerli nella dieta<\/strong><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aspetti che spesso vengono sottovalutati durante una dieta sono la <strong>quantit\u00e0<\/strong> e la <strong>qualit\u00e0<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una corretta alimentazione dovr\u00e0 fornire la quantit\u00e0 di energia in funzione dei bisogni reali del soggetto; se cos\u00ec non fosse, si andrebbe incontro a un incremento o un decremento ponderale. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre, il mantenimento dell\u2019equilibrio nutrizionale richiede un introito armonico dei vari macronutrienti in proporzioni tra loro ottimali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo le linee guida, in assenza di condizioni patologiche particolari, si consiglia di adottare un\u2019alimentazione quanto pi\u00f9 possibile varia, per aumentare la probabilit\u00e0 di assumere regolarmente le quantit\u00e0 adeguate di tutti i nutrienti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Non esiste un alimento completo in grado di fornire tutti i nutrienti nelle giuste quantit\u00e0 e nei giusti rapporti<\/em><\/strong>!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fabbisogno quotidiano di carboidrati non \u00e8 lo stesso per tutti, ma dipende da fattori quali il peso corporeo, il livello di attivit\u00e0 fisica, l&#8217;et\u00e0 e gli obiettivi individuali. Considerando i LARN, questi non definiscono il fabbisogno in funzione del peso corporeo, bens\u00ec raccomandano un apporto giornaliero compreso tra il <strong>45 e il 60%<\/strong> <strong>dell\u2019apporto<\/strong> <strong>energetico<\/strong> <strong>totale<\/strong> <strong>(DET)<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre, percentuali superiori al 65% sono raccomandate solo in casi di elevato dispendio energetico o di attivit\u00e0 fisica intensa. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questa percentuale \u00e8 bene precisare che <strong>gli zuccheri devono mantenersi al di sotto del 15%<\/strong>, poich\u00e9 quantit\u00e0 superiori al 25% rappresentano un rischio concreto per la salute. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019assunzione quotidiana di carboidrati bisogna privilegiare quelli complessi e ricchi di fibra alimentare; per quest\u2019ultima, la dose quotidiana raccomandata \u00e8 di 25 grammi.<\/p>\n\n\n<style>.elementor-14525 .elementor-element.elementor-element-fded537{--display:flex;--flex-direction:row;--container-widget-width:initial;--container-widget-height:100%;--container-widget-flex-grow:1;--container-widget-align-self:stretch;--flex-wrap-mobile:wrap;--gap:0px 0px;--row-gap:0px;--column-gap:0px;--overflow:hidden;border-style:solid;--border-style:solid;border-width:1px 1px 1px 1px;--border-top-width:1px;--border-right-width:1px;--border-bottom-width:1px;--border-left-width:1px;border-color:#0000000F;--border-color:#0000000F;--border-radius:20px 20px 20px 20px;box-shadow:0px 8px 40px 0px rgba(0, 0, 0, 0.08);--margin-top:30px;--margin-bottom:30px;--margin-left:0px;--margin-right:0px;--padding-top:0px;--padding-bottom:0px;--padding-left:0px;--padding-right:0px;}.elementor-14525 .elementor-element.elementor-element-fded537:not(.elementor-motion-effects-element-type-background), .elementor-14525 .elementor-element.elementor-element-fded537 > 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corporeo<\/strong><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella pratica clinica e nella nutrizione sportiva, il fabbisogno glucidico \u00e8 espresso in <strong>grammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno (g\/kg\/die)<\/strong>, parametro che consente di adattare l&#8217;apporto alle necessit\u00e0 metaboliche individuali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella popolazione adulta, un apporto minimo di 2 g\/kg\/die (peso corporeo desiderabile, inteso come peso ideale) garantisce una protezione contro l\u2019insorgenza della chetosi. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Generalmente, un apporto di <strong>3-5 g\/kg\/die<\/strong> \u00e8 sufficiente a soddisfare le esigenze di chi conduce uno stile di vita sedentario o moderatamente attivo; viceversa, per gli individui che praticano un&#8217;attivit\u00e0 fisica regolare e hanno uno stile di vita molto intenso, si possono consigliare anche 5-7 g\/kg\/die. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi valori possono aumentare fino a 10-12 g\/kg\/die per gli atleti impegnati in allenamenti intensi o di endurance.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 importante sottolineare che queste indicazioni rappresentano intervalli orientativi e devono essere personalizzate in base al dispendio energetico, alla composizione della dieta e agli obiettivi nutrizionali.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Calcolo in base al fabbisogno calorico<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per stimare la quantit\u00e0 giornaliera di carboidrati \u00e8 sufficiente moltiplicare il peso corporeo per il valore di riferimento espresso in grammi di carboidrati per chilogrammo di peso corporeo (g\/kg\/die), scelto in base al livello di attivit\u00e0 fisica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Formula:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Carboidrati (g\/die) = Peso corporeo (kg) \u00d7 Fabbisogno (g\/kg\/die)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ad esempio, un adulto di 70 kg che pratica un&#8217;attivit\u00e0 fisica moderata pu\u00f2 avere un fabbisogno di circa 5 g\/kg\/die.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Calcolo:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">70 kg \u00d7 5 g\/kg = 350 g di carboidrati al giorno<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ponendo il caso che la stessa persona abbia invece uno stile di vita sedentario, avr\u00e0 un fabbisogno di 3 g\/kg\/die e quindi:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">70 kg \u00d7 3 g\/kg = 210 g di carboidrati al giorno<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi esempi evidenziano come il fabbisogno glucidico sia strettamente correlato al livello di attivit\u00e0 fisica e debba essere individualizzato in base al dispendio energetico, agli obiettivi nutrizionali e alle caratteristiche del soggetto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per ottenere le quantit\u00e0 corrette dei macronutrienti (nel nostro caso i carboidrati) \u00e8 sufficiente stimare il fabbisogno calorico e moltiplicarlo per il relativo apporto giornaliero (raccomandato secondo i LARN).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prendiamo come esempio una persona con un fabbisogno calorico di 2000 kcal, con un apporto di CHO raccomandato del 50% avremo:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">%CHO = 2000 x 50% = 1000 kcal<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">oppure<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">CHO = 1000 \/ 4,1 = circa 250 g al giorno di carboidrati<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Carboidrati semplici vs complessi<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una distinzione importante sul piano nutrizionale \u00e8 quella basata sulla struttura molecolare: i <strong>carboidrati semplici<\/strong> (detti anche <strong>zuccheri<\/strong> per il loro sapore dolce) sono costituiti da 1 o 2 unit\u00e0 di carbonio (rispettivamente monosaccaridi e disaccaridi); mentre i <strong>carboidrati complessi<\/strong> sono costituiti da catene di monosaccaridi (dette polisaccaridi).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel primo gruppo rientrano i monosaccaridi glucosio, fruttosio e galattosio e i disaccaridi saccarosio e lattosio. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel secondo gruppo rientrano i polisaccaridi amido e glicogeno, formati dall&#8217;unione di migliaia di molecole di glucosio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I diversi carboidrati, pur avendo lo stesso valore energetico, si comportano diversamente sul piano fisiologico-metabolico: gli zuccheri semplici vengono assorbiti rapidamente, inducendo un rapido aumento della glicemia e della risposta insulinica; l&#8217;amido, invece, viene digerito e assorbito pi\u00f9 lentamente, determinando rialzi della glicemia e dell&#8217;insulinemia pi\u00f9 contenuti e pi\u00f9 omogeneamente distribuiti nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una particolare categoria di carboidrati complessi, indigeribili per l\u2019uomo, \u00e8 rappresentata da sostanze presenti nelle pareti cellulari vegetali (cellulosa, emicellulosa e lignina) e in una variet\u00e0 di gomme, mucillagini e alghe. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tali sostanze indigeribili costituiscono, nel loro insieme, la cosiddetta <strong>fibra alimentare<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Essa, pur non apportando alcun principio alimentare n\u00e9 alcuna quota di energia all&#8217;organismo, svolge importanti azioni fisiologiche, come la capacit\u00e0 di trattenere grandi quantit\u00e0 di acqua (fibre di tipo insolubile: cellulosa, emicellulosa, lignina) o di formare soluzioni viscose nel tratto gastrointestinale (fibre di tipo solubile o &#8220;formanti gel&#8221;: pectine, mannani mucillagini). <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel primo caso la fibra alimentare agisce soprattutto a livello gastrointestinale, facendo aumentare la velocit\u00e0 di transito, il volume e la massa delle feci; nel secondo caso agisce soprattutto a livello metabolico, controllando e regolando i livelli ematici di glucosio e di colesterolo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Indice e carico glicemico<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parlando di carboidrati, non si pu\u00f2 fare a meno di menzionare l\u2019<strong>indice glicemico (IG) degli alimenti<\/strong>. Ma in cosa consiste davvero? <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non tutti i carboidrati si comportano allo stesso modo; alcuni forniscono energia pi\u00f9 velocemente, mentre altri pi\u00f9 lentamente. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tecnicamente, l\u2019indice glicemico di un alimento misura la velocit\u00e0 con cui i carboidrati vengono digeriti e assorbiti nel circolo, portando a un innalzamento della <strong>glicemia<\/strong>, <strong>ovvero della concentrazione di glucosio nel sangue<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I valori dell\u2019IG dei pi\u00f9 comuni alimenti sono classificati in tre categorie:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Alimenti ad alto indice glicemico (IG &gt; 70)<\/li>\n\n\n\n<li>Alimenti a medio indice glicemico (IG = 51-69)<\/li>\n\n\n\n<li>Alimenti a basso indice glicemico (IG &lt; 50)<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se quando i carboidrati vengono metabolizzati portano a un rapido aumento della glicemia, significa che l\u2019alimento in questione ha un IG alto. Ne sono un esempio lo zucchero e le farine bianche; viceversa, gli alimenti a basso IG, come i cereali e le farine integrali, vengono digeriti e assorbiti pi\u00f9 lentamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per comprendere il suo meccanismo, prendiamo ad esempio il pane bianco: con un IG di 72, significa determinare un incremento della glicemia a una velocit\u00e0 pari al 72% rispetto al glucosio puro.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"616\" src=\"https:\/\/dietologinutrizionisti.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/tabella-indice-glicemico.png\" alt=\"tabella con elenco di alimenti frequentemente consumati e il loro indice glicemico\" class=\"wp-image-14836\" style=\"aspect-ratio:0.9772727272727273;width:602px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/dietologinutrizionisti.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/tabella-indice-glicemico.png 602w, https:\/\/dietologinutrizionisti.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/tabella-indice-glicemico-293x300.png 293w\" sizes=\"(max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come si evince dalla tabella, anche la stessa tipologia di alimento, ad esempio il riso, presenta valori di IG differenti in funzione della sua composizione, o meglio del suo contenuto di fibra alimentare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bisogna considerare che gli alimenti non vengono assunti singolarmente, ma nel contesto di un pasto completo, dove sono diversi i fattori che influiscono direttamente sull\u2019IG.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Presenza di altri alimenti<\/strong>: un pasto completo prevede anche proteine, grassi e fibre; la presenza di macronutrienti diversi si riflette in un rallentamento dei tempi di assorbimento del glucosio nel circolo ematico. In particolare, la presenza di grassi prolunga i tempi di svuotamento gastrico.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Cottura e temperatura<\/strong>: gli alimenti ricchi in amido, come riso e patate, durante la cottura subiscono un processo di gelatinizzazione, che, se da una parte li rende pi\u00f9 digeribili, dall\u2019altra innalza l\u2019IG. Questo \u201cproblema\u201d pu\u00f2 essere aggirato lasciandoli raffreddare; infatti, con l\u2019abbassarsi della temperatura l\u2019amido tende a ripristinare la sua struttura originaria e quindi ad abbassare i livelli dell\u2019IG. Nel caso della pasta, la cottura al dente mantiene un IG pi\u00f9 basso rispetto ad una cottura prolungata. Anche il suo formato ne influenza l\u2019indice glicemico: la pasta lunga (spaghetti) ha un IG pi\u00f9 basso rispetto a quella corta.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il solo indice glicemico pu\u00f2 quindi stabilire se un alimento \u00e8 sano o meno? La risposta \u00e8 no, poich\u00e9 un altro parametro da considerare \u00e8 il <strong>carico<\/strong> <strong>glicemico<\/strong>, ovvero la misura dell\u2019impatto di un alimento sulla glicemia tenendo conto, oltre che della <strong>qualit\u00e0<\/strong> (indice glicemico), anche della <strong>quantit\u00e0<\/strong> di carboidrati presenti al suo interno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La misura del carico glicemico \u00e8 data dal valore dell\u2019indice glicemico moltiplicato per la quantit\u00e0 di carboidrati presenti nell\u2019alimento, il tutto diviso 100:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>carico glicemico = (IG x g CHO) \/ 100<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Valori \u2264 10 sono bassi,<\/li>\n\n\n\n<li>Valori compresi tra 11 e 19 sono medi,<\/li>\n\n\n\n<li>Valori \u2265 20 sono alti.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ad esempio vediamo che in 100 g di pane bianco ci sono circa 50 g di carboidrati, il suo IG \u00e8 di 72, quindi:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(72 x 50) \/ 100 = 36 \u2192 ovvero un valore alto<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre se prendiamo le fragole, queste contengono circa 8 grammi di carboidrati con un IG di 40:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(40 x 8) \/ 100 = 3, 2 \u2192 ovvero un valore basso<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Possiamo, quindi, desumere che il carico glicemico \u201ccorregge\u201d l\u2019indice glicemico considerando la reale quantit\u00e0 di carboidrati consumata.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quanti carboidrati per dimagrire? Riduzione dei carboidrati e deficit calorico<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo visto demonizzare i carboidrati come i principali responsabili dell\u2019aumento di peso e sentito che eliminandoli, saremmo tornati in forma. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ovviamente nulla di pi\u00f9 sbagliato!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se il nostro obiettivo \u00e8 la perdita di peso, sar\u00e0 necessario applicare un deficit calorico rispetto al fabbisogno quotidiano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Attenzione<\/strong>: <em>mangiare meno non \u00e8 sempre sinonimo di mangiare sano, per questo \u00e8 fondamentale il supporto di un professionista della nutrizione che garantisca il giusto apporto di nutrienti nella dieta.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcuni studi mostrano che l\u2019adozione di una dieta a basso IG contribuisce al decremento ponderale; ci\u00f2 \u00e8 in parte dovuto alla capacit\u00e0 di mantenere i livelli di glicemia pi\u00f9 bassi e costanti, con il vantaggio di un maggiore senso di saziet\u00e0 al termine dei pasti, che si traduce in riduzione del senso di fame, eliminando snack e spuntini frequenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Numerosi studi a supporto dimostrano che chi segue una dieta a basso IG riesce a mantenere pi\u00f9 facilmente il peso perso rispetto a chi si limita a ridurre il contenuto calorico; ci\u00f2 dimostra che una dieta a basso IG pu\u00f2 essere sia efficace che sostenibile nel lungo periodo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcune condizioni mediche legate al sovrappeso, come patologie cardiovascolari, diabete di tipo 2 e insulino-resistenza, beneficiano di una dieta a basso IG poich\u00e9 i rapidi aumenti della glicemia favoriscono sia il rilascio insulinico che un maggiore accumulo di grasso corporeo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"460\" src=\"https:\/\/dietologinutrizionisti.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/grafico-livello-zucchero-nel-sangue.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-14838\" style=\"aspect-ratio:1.3108695652173914;width:603px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/dietologinutrizionisti.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/grafico-livello-zucchero-nel-sangue.png 602w, https:\/\/dietologinutrizionisti.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/grafico-livello-zucchero-nel-sangue-300x229.png 300w\" sizes=\"(max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><strong>Diete low carb e chetogenica a confronto<\/strong><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Spesso i termini Low Carb e Chetogenica vengono utilizzati come sinonimi, ma in realt\u00e0 identificano due strategie alimentari diverse, accomunate solo dalla riduzione dei carboidrati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>dieta Low Carb<\/strong> prevede una riduzione dell&#8217;apporto di carboidrati rispetto a un&#8217;alimentazione tradizionale, senza per\u00f2 eliminarli. In genere i carboidrati rappresentano tra il <strong>10% e il 30% delle calorie giornaliere<\/strong>, mentre le proteine e i grassi vengono aumentati in misura variabile. L&#8217;obiettivo \u00e8 migliorare il controllo della glicemia, favorire il senso di saziet\u00e0 e, spesso, facilitare il dimagrimento, pur mantenendo una buona flessibilit\u00e0 alimentare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>dieta chetogenica<\/strong>, invece, \u00e8 una forma molto pi\u00f9 restrittiva della Low Carb. I carboidrati vengono limitati a circa <strong>50 grammi al giorno<\/strong>, inducendo l&#8217;organismo a entrare in uno stato metabolico chiamato <strong>chetosi<\/strong>. In questa condizione il corpo utilizza principalmente i grassi come fonte di energia, producendo i cosiddetti <strong>corpi chetonici<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le principali differenze sono:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Quantit\u00e0 di carboidrati:<\/strong> nella Low Carb sono ridotte, nella chetogenica sono drasticamente limitate.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Stato metabolico:<\/strong> la Low Carb non induce necessariamente la chetosi, mentre \u00e8 l&#8217;obiettivo principale della dieta chetogenica.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Composizione dei macronutrienti:<\/strong> nella chetogenica i grassi rappresentano la quota predominante dell&#8217;alimentazione, mentre nella Low Carb l&#8217;equilibrio tra grassi e proteine pu\u00f2 essere pi\u00f9 variabile.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Sostenibilit\u00e0:<\/strong> la dieta Low Carb risulta generalmente pi\u00f9 semplice da seguire nel lungo periodo, mentre quella chetogenica richiede maggiore attenzione nella scelta degli alimenti e un monitoraggio pi\u00f9 accurato.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scelta dipende dagli obiettivi personali, dalle condizioni di salute e dallo stile di vita. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per il controllo del peso e della glicemia, una dieta Low Carb ben strutturata pu\u00f2 essere sufficiente per molte persone. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La dieta chetogenica, invece, trova indicazioni specifiche in alcune condizioni cliniche e pu\u00f2 essere utilizzata, sempre sotto supervisione di un professionista, anche per il trattamento dell&#8217;obesit\u00e0 e della sindrome metabolica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In entrambi i casi, \u00e8 fondamentale che il piano alimentare sia personalizzato e garantisca un adeguato apporto di nutrienti, privilegiando alimenti freschi, proteine di qualit\u00e0, grassi salutari e verdure a basso contenuto di carboidrati.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Rischi di tagliare troppo i carboidrati<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ridurre i carboidrati pu\u00f2 essere una strategia efficace in alcuni contesti, ma eliminarli quasi completamente senza una reale necessit\u00e0 o senza il supporto di un professionista pu\u00f2 comportare alcuni rischi, soprattutto se protratto nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I carboidrati rappresentano infatti la principale fonte di energia per l&#8217;organismo e sono il carburante preferenziale del cervello, dei muscoli durante gli sforzi intensi e dei globuli rossi. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una loro restrizione eccessiva pu\u00f2 provocare stanchezza, difficolt\u00e0 di concentrazione, irritabilit\u00e0, mal di testa e un calo delle prestazioni fisiche, soprattutto nelle prime settimane.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro aspetto da considerare \u00e8 la qualit\u00e0 dell&#8217;alimentazione: eliminando cereali, legumi, frutta e alcuni ortaggi si rischia di assumere meno fibre, vitamine e sali minerali, con possibili conseguenze come stitichezza, alterazioni del microbiota intestinale e un minor apporto di micronutrienti essenziali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre, seguire una dieta estremamente restrittiva pu\u00f2 risultare difficile da mantenere nel tempo, aumentando il rischio di <strong>abbandonare il percorso alimentare e recuperare il peso perso<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo motivo, salvo specifiche indicazioni cliniche, l&#8217;obiettivo non dovrebbe essere quello di eliminare completamente i carboidrati, ma di <strong>scegliere quelli di migliore qualit\u00e0<\/strong>, come cereali integrali, legumi, frutta e verdura, modulandone la quantit\u00e0 in base alle esigenze individuali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La strategia migliore resta sempre quella costruita sulle caratteristiche, sugli obiettivi e sullo stato di salute della singola persona, evitando approcci estremi e &#8220;diete fai da te&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Alimenti ricchi di carboidrati e come dosarli<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di seguito una tabella con i principali alimenti ordinati in ordine decrescente per contenuto di carboidrati, espressi in grammi per 100 g di alimento edibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I valori sono medi e possono variare leggermente in base alla tipologia, al grado di lavorazione e alla cottura.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><strong>ALIMENTO<\/strong><\/td><td><strong>CARBOIDRATI (G\/100 G)<\/strong><\/td><\/tr><tr><td>Zucchero<\/td><td>100<\/td><\/tr><tr><td>Miele<\/td><td>82<\/td><\/tr><tr><td>Corn flakes<\/td><td>84<\/td><\/tr><tr><td>Fiocchi d&#8217;avena<\/td><td>66<\/td><\/tr><tr><td>Riso bianco (crudo)<\/td><td>78<\/td><\/tr><tr><td>Riso integrale (crudo)<\/td><td>76<\/td><\/tr><tr><td>Farina di frumento<\/td><td>74<\/td><\/tr><tr><td>Cous cous (crudo)<\/td><td>73<\/td><\/tr><tr><td>Pasta secca di semola<\/td><td>72<\/td><\/tr><tr><td>Farro (crudo)<\/td><td>67<\/td><\/tr><tr><td>Orzo perlato (crudo)<\/td><td>66<\/td><\/tr><tr><td>Quinoa (cruda)<\/td><td>64<\/td><\/tr><tr><td>Pane bianco<\/td><td>49<\/td><\/tr><tr><td>Pane integrale<\/td><td>42<\/td><\/tr><tr><td>Ceci secchi<\/td><td>47<\/td><\/tr><tr><td>Fagioli secchi<\/td><td>46<\/td><\/tr><tr><td>Lenticchie secche<\/td><td>45<\/td><\/tr><tr><td>Castagne<\/td><td>36<\/td><\/tr><tr><td>Patate dolci<\/td><td>20<\/td><\/tr><tr><td>Patate<\/td><td>17<\/td><\/tr><tr><td>Piselli freschi<\/td><td>14<\/td><\/tr><tr><td>Banana<\/td><td>23<\/td><\/tr><tr><td>Uva<\/td><td>18<\/td><\/tr><tr><td>Cachi<\/td><td>18<\/td><\/tr><tr><td>Mango<\/td><td>15<\/td><\/tr><tr><td>Melograno<\/td><td>14<\/td><\/tr><tr><td>Mela<\/td><td>12<\/td><\/tr><tr><td>Pera<\/td><td>12<\/td><\/tr><tr><td>Ananas<\/td><td>13<\/td><\/tr><tr><td>Kiwi<\/td><td>11<\/td><\/tr><tr><td>Arancia<\/td><td>10<\/td><\/tr><tr><td>Pesca<\/td><td>9<\/td><\/tr><tr><td>Albicocca<\/td><td>9<\/td><\/tr><tr><td>Fragole<\/td><td>8<\/td><\/tr><tr><td>Anguria<\/td><td>8<\/td><\/tr><tr><td>Melone<\/td><td>8<\/td><\/tr><tr><td>Carote<\/td><td>10<\/td><\/tr><tr><td>Barbabietola<\/td><td>10<\/td><\/tr><tr><td>Cipolla<\/td><td>9<\/td><\/tr><tr><td>Zucca<\/td><td>7<\/td><\/tr><tr><td>Peperoni<\/td><td>6<\/td><\/tr><tr><td>Pomodoro<\/td><td>4<\/td><\/tr><tr><td>Zucchine<\/td><td>3<\/td><\/tr><tr><td>Melanzane<\/td><td>3<\/td><\/tr><tr><td>Broccoli<\/td><td>3<\/td><\/tr><tr><td>Cavolfiore<\/td><td>3<\/td><\/tr><tr><td>Cetriolo<\/td><td>2<\/td><\/tr><tr><td>Lattuga<\/td><td>2<\/td><\/tr><tr><td>Spinaci<\/td><td>2<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le informazioni fornite hanno carattere puramente informativo e non sostituiscono in alcun modo il parere di un medico, nutrizionista o altro professionista sanitario qualificato.<br>Prima di apportare modifiche alla propria alimentazione o di assumere specifici alimenti, \u00e8 sempre necessario effettuare controlli adeguati e consultare uno specialista, soprattutto in presenza di condizioni mediche, intolleranze, allergie o esigenze nutrizionali particolari.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-background wp-block-paragraph\" style=\"background-color:#f2f2f2\"><strong>Attenzione!<\/strong> Le informazioni riportate in questo articolo hanno finalit\u00e0 divulgative e non sostituiscono la valutazione di un professionista della nutrizione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><strong>Riferimenti scientifici<\/strong><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Munro hn. factors affecting requirements for carbohydrate, fat and amino acids. Nutr Dieta Eur Rev Nutr Diet. 1963;5:298-304. doi: 10.1159\/000174958. PMID: 14112467.<\/li>\n\n\n\n<li>Taglietti-Casella \u201cFisiologia e Biofisica delle cellule\u201d Edises<\/li>\n\n\n\n<li>https:\/\/www.efsa.europa.eu\/it\/topics\/topic\/dietary-reference-values<\/li>\n\n\n\n<li>Societ\u00e0 Italiana di Nutrizione Umana (SINU) LARN: Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana, V revisione, 2024 &#8211; <a href=\"https:\/\/sinu.it\/larn\/\">https:\/\/sinu.it\/larn\/<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/www.airc.it\/cancro\/informazioni-tumori\/non-solo-cancro\/nutrizione-e-prevenzione\/5-cose-da-sapere-sullindice-glicemico\">https:\/\/www.airc.it\/cancro\/informazioni-tumori\/non-solo-cancro\/nutrizione-e-prevenzione\/5-cose-da-sapere-sullindice-glicemico<\/a><\/li>\n\n\n\n<li>Alimentazione e Nutrizione Umana. III edizione di Fondamenti di nutrizione umana \u2013 di A.Mariani, C.Cannella, G.Tomassi, a cura di Lorenzo M. Donini, Anna Maria Giusti, Alessandro Pinto, Valeria del Balzo. 2016, Pensiero Scientifico Editore<\/li>\n\n\n\n<li>Wee M, Henry CJ. Reducing the glycemic impact of carbohydrates on foods and meals: Strategies for the food industry and consumers with special focus on Asia. <em>Compr Rev Food Sci Food Saf<\/em>. 2020;19:670\u2013702. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1111\/1541-4337.12525\">https:\/\/doi.org\/10.1111\/1541-4337.12525<\/a><\/li>\n\n\n\n<li>Livesey, G.; Taylor, R.; Livesey, H.F.; Buyken, A.E.; Jenkins, D.J.A.; Augustin, L.S.A.; Sievenpiper, J.L.; Barclay, A.W.; Liu, S.; Wolever, T.M.S.; et al. Dietary Glycemic Index and Load and the Risk of Type 2 Diabetes: Assessment of Causal Relations. <em>Nutrients<\/em> <strong>2019<\/strong>, <em>11<\/em>, 1436. https:\/\/doi.org\/10.3390\/nu11061436<\/li>\n\n\n\n<li>Kim JS, Nam K, Chung SJ. Effect of nutrient composition in a mixed meal on the postprandial glycemic response in healthy people: a preliminary study. Nutr Res Pract. 2019 Apr;13(2):126-133. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.4162\/nrp.2019.13.2.126\">https:\/\/doi.org\/10.4162\/nrp.2019.13.2.126<\/a><\/li>\n\n\n\n<li>L.S.A. Augustin, C.W.C. Kendall, D.J.A. Jenkins, W.C. Willett, A. Astrup, A.W. Barclay, I. Bj\u00f6rck, J.C. Brand-Miller, F. Brighenti, A.E. Buyken, A. Ceriello, C. La Vecchia, G. Livesey, S. Liu, G. Riccardi, S.W. Rizkalla, J.L. Sievenpiper, A. Trichopoulou, T.M.S. Wolever, S. Baer-Sinnott, A. Poli, Glycemic index, glycemic load and glycemic response: An International Scientific Consensus Summit from the International Carbohydrate Quality Consortium (ICQC), Nutrition, Metabolism and Cardiovascular Diseases, Volume 25, Issue 9, 2015, Pages 795-815, ISSN 0939-4753, <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.numecd.2015.05.005\">https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.numecd.2015.05.005<\/a>.<\/li>\n\n\n\n<li>Thomas D, Elliott EJ. Low glycaemic index, or low glycaemic load, diets for diabetes mellitus. Cochrane Database Syst Rev. 2009 Jan 21;2009(1):CD006296. doi: 10.1002\/14651858.CD006296.pub2. PMID: 19160276; PMCID: PMC6486008.<\/li>\n\n\n\n<li>Thomas DE, Elliott EJ, Baur L. Low glycaemic index or low glycaemic load diets for overweight and obesity. Cochrane Database Syst Rev. 2007 Jul 18;2007(3): CD005105. doi: 10.1002\/14651858.CD005105.pub2. Update in: Cochrane Database Syst Rev. 2023 Jun 22;6:CD005105. doi: 10.1002\/14651858.CD005105.pub3. PMID: 17636786; PMCID: PMC9022192.<\/li>\n\n\n\n<li>https:\/\/www.mayoclinic.org\/healthy-lifestyle\/nutrition-and-healthy-eating\/in-depth\/low-glycemic-index-diet\/art-20048478<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questa guida analizzeremo come calcolare il fabbisogno giornaliero di carboidrati, quali sono le raccomandazioni delle principali linee guida nutrizionali e come distribuire correttamente questo macronutriente all&#8217;interno di una dieta equilibrata. 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