Dieta per la colonscopia: guida giorno per giorno alla preparazione

Tra le patologie che colpiscono maggiormente l’apparato intestinale vi è il cancro del colon retto, che rappresenta la seconda tipologia di tumore più comune tra le donne e la terza tra gli uomini.

I benefici di uno screening precoce sono di grande valore nell’identificazione e nel trattamento precoce dei polipi adenomatosi o cancerosi.

Tuttavia, esiste un certo tasso di diagnosi mancate dovuto a una preparazione intestinale inadeguata [1].

La colonscopia è lo strumento più comunemente raccomandato ed efficace per la diagnosi del cancro del colon-retto; inoltre, svolge un ruolo importante nel trattamento di altre patologie del tratto gastrointestinale inferiore, tra cui malattie infiammatorie croniche, sanguinamento, diverticoli e fistole.

La preparazione intestinale rappresenta la parte più importante di tutto l’esame; per ottenere un risultato efficace e di alta qualità è importante un’adeguata pulizia intestinale che fornisca all’endoscopista un’immagine chiara della mucosa. 

Viceversa, una preparazione intestinale inadeguata prolunga i tempi della procedura, è sgradevole per il paziente e aumenta il rischio di mancata diagnosi [2]. 

Perché la dieta prima della colonscopia è fondamentale

La preparazione intestinale, che si effettua prima di una colonscopia, è la fase più delicata e importante dell’esame.

Conoscere quali cibi e bevande è possibile assumere nei giorni precedenti è indispensabile per una buona riuscita dell’esame e per ottenere una diagnosi più accurata e affidabile.

Il fine ultimo di questa dieta è garantire una pulizia ottimale delle pareti intestinali, per eliminare scorie alimentari e materiale fecale che potrebbero residuare nonostante l’assunzione del purgante.

Spesso i pazienti considerano la fase di preparazione, intendendo per questo sia la dieta sia l’uso del lassativo, quella più sgradevole.

È però opinione diffusa che una buona pulizia intestinale sia strettamente correlata alla buona riuscita della procedura, in modo da facilitare l’individuazione di neoplastie.

La presenza di residui alimentari o di materiale fecale può infatti ostacolare la corretta visualizzazione della mucosa intestinale, rendendo più difficile l’individuazione di eventuali lesioni, polipi o altre anomalie [3]. 

Come la colonscopia esplora il colon

La colonscopia è un esame endoscopico che visiona la mucosa intestinale del colon attraverso un’apposita strumentazione dotata di telecamera e di una fonte luminosa.

La procedura avviene sotto sedazione al fine di ridurre il disagio del paziente, poiché il colonscopio viene introdotto attraverso l’orifizio anale e poi lungo l’intestino crasso.

Oltre alla semplice osservazione, durante la colonscopia è possibile eseguire biopsie e rimuovere eventuali polipi, contribuendo alla diagnosi e alla prevenzione di diverse patologie del colon-retto.

Per aumentare la qualità diagnostica dell’esame bisogna seguire attentamente le indicazioni dietetiche fornite dal medico, insieme all’assunzione dei preparati lassativi prescritti.

Gli agenti comunemente utilizzati sono soluzioni elettrolitiche ad alto volume di polietilenglicole (PEG) e di fosfato di sodio che devono essere introdotte in tempi prestabiliti; infatti, le tempistiche di somministrazione sono parte integrante della procedura e un punto centrale per la qualità della pulizia.

Un altro fattore che incide sulla qualità della preparazione è il tipo di alimentazione seguita nei giorni immediatamente precedenti l’esame, solitamente caratterizzata da una dieta a basso contenuto di fibre e liquida [4].

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Perché il colon deve essere pulito

La colonscopia è fondamentalmente un esame visivo operatore-dipendente, quindi è facilmente intuibile perché sia essenziale la completa pulizia dell’intestino.

La presenza di eventuali residui fecali può alterare la visione della parete intestinale, rendendo difficoltosa l’individuazione di alterazioni come polipi, infiammazioni, sanguinamenti o lesioni precancerose.

Una preparazione inadeguata, oltre a compromettere la qualità dell’esame, può richiedere anche la ripetizione della procedura.

Ruolo della dieta nella preparazione intestinale

In passato la procedura tradizionale prevedeva una dieta a base di liquidi chiari da seguire nelle 24 ore precedenti all’esame, seguita dall’assunzione del purgante. Tuttavia, questo metodo risultava fastidioso e fortemente dipendente dalla tolleranza e dalla compliance del paziente.

Studi riportano che oltre il 50% della popolazione mostra riluttanza a ripetere la procedura per un secondo esame, mentre altri indicano la comparsa di sintomi avversi come nausea, vomito, crampi addominali e squilibri elettrolitici [5,6].

Le attuali linee guida raccomandano una preparazione basata su una dieta a basso residuo o priva di scorie da seguire nei giorni precedenti, maggiormente tollerata dai pazienti, che porta comunque ad una preparazione intestinale di buona qualità.

Un vantaggio da non sottovalutare quando si adotta una dieta a basso residuo è la migliore tolleranza alla fame rispetto alla dieta liquida [7].

Cosa mangiare nei 3-5 giorni precedenti la colonscopia

Nei giorni che precedono l’esame si seguirà una dieta priva di scorie, nella quale verranno esclusi gli alimenti ricchi di fibre, come frutta, verdura, legumi e cereali integrali.

Le bevande ammesse saranno soltanto i liquidi chiari, non gassati e non alcolici, ovvero liquidi trasparenti come acqua, tè e camomilla.

Maggiore attenzione sarà posta il giorno precedente l’esame, soprattutto in base al momento della giornata in cui verrà svolto, ossia al mattino o nel pomeriggio. Il giorno precedente è ammessa una colazione leggera (come yogurt magro bianco senza frutta aggiunta) seguita da un pranzo altrettanto leggero (come pasta in brodo o un secondo di carne o pesce); il tutto dovrà essere completato solitamente entro le ore 14.

Assolutamente vietate le bevande alcoliche e colorate, quindi vino, birra, latte e succhi di frutta. 

Alimenti consentiti a basso residuo

Gli alimenti consentiti sono [8]:

CATEGORIAALIMENTI/BEVANDE AMMESSI
Pane e prodotti da fornoPane bianco, toast, fette biscottate non integrali, cracker semplici, grissini, biscotti secchi non integrali
Pasta, riso e cereali raffinatiPasta bianca, riso bianco, semolino, gnocchi di patate semplici
Carni magrePollo, tacchino, vitello magro, coniglio, manzo magro, prosciutto cotto magro (se consentito)
PesceMerluzzo, sogliola, nasello, orata, branzino, platessa, tonno al naturale, pesce bianco magro
UovaUova sode, alla coque, strapazzate, frittata semplice
Latte e derivatiYogurt bianco senza frutta o cereali, formaggi freschi, ricotta, mozzarella, formaggi magri, latte scremato (se consentito)
PatatePatate lesse, purè senza pezzi, patate al vapore senza buccia
CondimentiOlio extravergine d’oliva, piccole quantità di burro, parmigiano grattugiato
Dolci Zucchero, miele, caramelle dure senza semi o pezzi di frutta, gelatina chiara (se consentita)
AcquaAcqua naturale, acqua leggermente frizzante
Bevande caldeTè, camomilla, tisane filtrate, caffè (con moderazione)
Succhi consentitiSucco di mela filtrato senza polpa, succo di pera filtrato senza polpa, altri succhi limpidi senza polpa
BrodiBrodo di carne filtrato, brodo vegetale filtrato e limpido
Bevande sportiveIntegratori idrosalini e bevande sportive trasparenti senza polpa

Cosa evitare assolutamente prima della colonscopia

Gli alimenti non consentiti sono [8]:

CATEGORIAALIMENTI E BEVANDE DA EVITARE
Frutta frescaMele, pere, pesche, albicocche, susine, kiwi, fragole, ciliegie, arance, mandarini, limoni, pompelmi, banane, melone, anguria, ananas, mango, avocado, uva, fichi, melagrana, cachi, frutti di bosco
Frutta essiccataUvetta, fichi secchi, datteri, prugne secche, albicocche secche, mirtilli essiccati
Frutta secca oleosaMandorle, nocciole, noci, pistacchi, anacardi, arachidi, pinoli
Verdure a fogliaLattuga, insalata iceberg, radicchio, rucola, cicoria, spinaci, bietole, cavolo cappuccio, verza
Verdure crudeCarote crude, cetrioli, pomodori, finocchi, peperoni, sedano, ravanelli
Verdure cotteZucchine, melanzane, broccoli, cavolfiore, cavolini di Bruxelles, asparagi, carciofi, zucca, cipolle, porri
LegumiFagioli, ceci, lenticchie, piselli, fave, soia, lupini, edamame
Tuberi e ortaggi ricchi di fibrePatate con buccia, patate rustiche, topinambur, patate dolci con buccia
Cereali integraliFrumento integrale, farro integrale, orzo integrale, avena integrale, segale integrale, kamut integrale
Pane e prodotti da forno integraliPane integrale, pane ai cereali, pane ai semi, focacce integrali, cracker integrali, grissini integrali
Pasta e riso integraliPasta integrale, pasta ai cereali, riso integrale, riso rosso, riso nero, riso selvatico
Cereali per la colazioneMuesli, granola, fiocchi d’avena integrali, cereali con fibre aggiunte, cereali con frutta secca
SemiSemi di chia, semi di lino, semi di sesamo, semi di girasole, semi di zucca, semi di papavero, semi di canapa
Prodotti contenenti semiPane ai semi, cracker ai semi, barrette ai cereali con semi, yogurt con semi
Salse e condimenti con residuiPesto, sughi di pomodoro, salse con pezzi di verdura o semi
Marmellate e confettureMarmellate con semi, confetture con pezzi di frutta, composte di frutta
Spezie e alimenti irritantiPeperoncino, curry, salse piccanti con semi
Succhi con polpa e bevandeSucchi di frutta con polpa, bevande ai frutti rossi, bibite colorate rosse o viola
AlcoliciVino rosso, vino bianco, birra, aperitivi, liquori, cocktail

Il giorno della preparazione: dieta liquida e lassativo

La dieta da seguire il giorno prima dell’esame presenta piccole differenze a seconda dell’orario in cui verrà effettuata la colonscopia [9]. 

Ad esempio per una colonscopia programmata al mattino il menù sarà:

  • Colazione: tè con uno yogurt e fette biscottate  
  • Pranzo: pasta con brodo con carne bianca o pesce. 
  • Cena: brodo di carne filtrato

A metà pomeriggio si inizierà ad assumere la prima dose del purgante, solitamente nell’arco di due ore, seguita dalla seconda dose dopo cena. 

La mattina dell’esame, invece, è opportuno presentarsi in ospedale a digiuno; sarà possibile bere esclusivamente acqua e altri liquidi chiari fino a due ore prima dell’esame.

Quando invece la colonscopia viene programmata nel pomeriggio, sarà possibile seguire una dieta solida (ma sempre priva di scorie) il giorno prima, mentre la mattina dell’esame si dovrà restare a digiuno.

La prima dose del lassativo verrà presa dopo cena, mentre la seconda 4 ore prima dell’orario in cui è programmato l’esame. Anche in questo caso la preparazione dovrà essere bevuta nell’arco di due ore e si possono bere acqua e liquidi chiari fino a due ore prima. 

Come e quando assumere il preparato lassativo

Le preparazioni intestinali si dividono in “basso volume” (da 2 litri) e “alto volume” (da 4 litri) in base alla quantità di liquido di preparazione da assumere; le preparazioni a basso volume consentono una pulizia intestinale equivalente a quelle ad alto volume.

L’assunzione viene suddivisa in due momenti della giornata a seconda dell’orario previsto per l’esame e la loro assunzione deve avvenire in una finestra temporale abbastanza stretta, tra l’ora e mezza e le due ore.

Oltre al lassativo è consigliato bere liquidi chiari nei successivi 30 minuti e comunque continuare a bere se si avverte lo stimolo della sete.

Le modalità di preparazione e di somministrazione del lassativo sono differenti in funzione del suo contenuto, per questo si consiglia fortemente di leggere il foglietto illustrativo e di chiedere supporto al proprio medico. (Se hai letto questo articolo forse può interessarti anche avere più informazioni sulla dieta consigliata per i diverticoli).

Consigli pratici per superare il digiuno

Come precedentemente descritto, le nuove linee guida prevedono di adottare una dieta priva di scorie al fine di limitare la dieta liquida esclusivamente alle ore precedenti l’esame.

In questo modo si migliora la compliance del paziente che potrà ingerire cibo solido fino al giorno prima.

Da sottolineare che l’assunzione del lassativo ha spesso controindicazioni come la comparsa di nausea, vomito e dolori addominali, nonché la necessità di frequenti evacuazioni; tutto questo contribuisce a limitare di molto il senso di fame del paziente. 

Una soluzione è quella di mantenersi ben idratati, assumendo contestualmente anche grandi quantità di liquidi. 

Alcuni consigli per migliorare il gusto della preparazione per la pulizia del colon sono:

  • Bere la soluzione lassativa fredda;
  • Bere la dose rapidamente, senza assaporarla e non a piccoli sorsi; 
  • L’uso di una cannuccia può essere di aiuto; 
  • Non annusare la soluzione prima di berla;
  • Diluire la soluzione in bevande diverse dall’acqua, come succhi di frutta senza polpa e non colorati di rosso o viola.

Le informazioni fornite hanno carattere puramente informativo e non sostituiscono in alcun modo il parere di un medico, nutrizionista o altro professionista sanitario qualificato.
Prima di apportare modifiche alla propria alimentazione o di assumere specifici alimenti, è sempre necessario effettuare controlli adeguati e consultare uno specialista, soprattutto in presenza di condizioni mediche, intolleranze, allergie o esigenze nutrizionali particolari.
 

Adriana Andaloro

La dott.ssa Adriana Andaloro è una biologa con una solida formazione accademica, esperienza clinica e di ricerca nell’ambito della nutrizione e delle neuroscienze. Laureata con lode in Biologia della Nutrizione, si distingue per un approccio scientifico rigoroso e multidisciplinare, maturato attraverso attività cliniche in contesti ospedalieri di rilievo e collaborazioni in ambito neuro-riabilitativo. La sua attività di ricerca è testimoniata da pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali, con contributi che spaziano dalla nutrizione clinica alle neuroscienze, fino all’impatto dei fattori psicosociali sulla salute. Accanto all’attività scientifica, svolge attività di formazione come docente, contribuendo alla diffusione delle conoscenze in ambito nutrizionale, igienico-sanitario e di primo soccorso. La sua esperienza professionale integra competenze cliniche, analitiche e divulgative, rendendola una figura qualificata nel panorama della biologia applicata alla salute.